10月7日
Ecco il link dove potete sentirla.. perchè va sentita.. leggerla solo nn rende l'idea
http://www.webalice.it/albino/cenerentola.mp3
C'era una volta una figlia che aveva due figliole brutte e
antipatiche e decise di risposarsi… prese come seconda moglie una donna superba
e arrogante, che era buona e gentile, Matilde e Carlotta.
Un triste giorno morì, rimasta sola e indifesa fu messa in cucina a sbrigare
tutti i lavoranti, mentre le due sorelle antipatiche e la matrigna facevano una
vita da bacchetta.
"Sorellastra! Portami a letto!"
E quella fanciulla superba e arrogante, buona e brava, da allora si chiamò
Venceslao.
"Che ridere! Ahahahah! Hahahahah. Che Eredir!"
Ma lei non si lamentava del soprannome e continuava a lavorare. Ed ecco che
dalla fiamma del camino:
"Un momento!"
"Non vogliamo diventare cavalli!"
"Voglio un avvocato!"
"Accettiamo di diventare cavalli."
Finalmente il giorno del ballo arrivò e le sorellastre accompagnate dalla
sorellastrigna uscirono tutte aggonghindate, sembravano tutte aggoghindate,
aggodringhindate, ma loro credevano di stare tutte aggonzeghindundate,
benissimo... Sembravano tutte aggonzedringhindate.
"Venite qui ragazze! Il figlio del re riceverà sabato sera nel pazzo reale
il figlio del re della città, dice: già… è di rigore l'abito della città… giàà…
"Presto Cenerentola stirami l'Inghilterra!"
"Cenerentola lascia stare quei prillanti, lustra perbene il mio diadema di
brillanti."
"Sorellastra! Portami a letto!"
"Non potrei venire anch'io al ballo?"
"Tuuu? Al ballo?"
Cenerentola sorrise.
"Ahahehehahaheh."
Come aveva potuto pensare col suo vestito stracciato? No. Già! Nooo
Rimasta sola Cenerentola, che si chiamava Venceslao, prese in mano il suo amico
gatto, che si chiamava Oalsecnev, e sedette accanto a Oalsecnev, poi si accostò
a una trappola dove stavano sei topini, giàà… e trasformò i topi in sei
topolini, anche se Oalsecnev non era molto contento. Giààà…
"è vero Cenerentola, questa è la tua madrina, ti manderà al
balloooooooo."
"Oh, scusami mia buona madrogno."
"Sei perdonata Cenerentola. Vediamo... Innanzitutto tu hai dei bei
baffi!!"
"Grazie buona madrina. Grazie!"
"Però una damigella deve avere al suo seguito delle lucertoline! Lasciami
pensare… Tu hai bisogno di una cozza!”
“Grazie!”
“Ecco!”
“Accettiamo di diventare cavalli.”
“Grazie.”
Ora tutto era a posto c‘era la cozza, c‘erano i calli e i letti erano al loro
posto.
“Sarai splendida!”
Un tocco di bacchetta magica e Cenerentola si ritrovò vestita col suo solito
vestitino, una zucca e corse subito a nascondersi. Graaaaziee… Felice corse
verso la carrozza ma la fata la fermò:
“Tu hai dei bei baffi! Ricordati che i mieicanalitifuernuamaritifeletulonà !
E ora vai, corri, divertiti!”
“Graaaaziee.”
E presto la cozza giunse nei giardini reali. Non vi dico quant’era bello il re,
non vi dico quant’era bello il figlio del re, non vi dico quant’era bello il
castello del re, non vi dico quant’era bello il castello del figlio del re e
non vi dico come rimase colpito il figlio del re da quant’era bello il re.
Il principe era circondato dal re.
“Damigella, ecco il mio braccio. Benvenuta al braccio, le porgerò io stesso lo
scalone.”
Il figlio del re toccò la bella fanciulla e le faceva molte domande.
“Vostro padre abita in città?”
“Veramente Maestà…”
“Quante miglia avete percorso?”
“Non saprei…”
“Ditemi almeno che targa ha la vostra cozza.”
“Che ore sono?”
“Oh presto, sono solo le dodici e un quarto.”
Cenerentola ricordando le parole della fata: “ I miei
incantaloniferetomonaimise mezzanotte” scappò via di corsa.
L’indomani sera Cenerentola tornò al ballo a mezzanotte e un quarto, senza
fiato, senza carrozza, senza valletti e con il suo solito vestitino strappato.
Ed ecco suonare la mezzanotte.
“Addio Principe!”
“Aspettate!”
“Non importa. Addio!”
Cenerentola arrivò a casa e corse subito a nascondersi.
“Oh scarpina, scarpina di cristallo, mi ricordi il mio primo e ultimo ballo, ma
è ora di lasciare questi sogni Vencelslao, orsù.”
Il principe ballò sempre con la scarpina e non se ne separò più.
“Com’è piccola.”
Partirono per un viaggio di nozze così lungo che non sono ancora tornati.
(Trascrizione della stupenda fiaba cortizzata da Elio E Le Storie Tese.)